giovedì 25 settembre 2014

Le 4 giornate di Casola Valsenio

XXIV° EDIZIONE DELLA “FESTA DEI FRUTTI DIMENTICATI” nelle vie del centro storico dalle ore 10,00 alle ore 20,00

Azzeruole, giuggiole, sorbe, pere volpine, nespole, corniole, mele cotogne: sono solo alcuni di quei frutti autunnali del passato scomparsi dalle nostre tavole e dalla nostra memoria.
In un tempo non lontano quei frutti, minori ma preziosi, venivano raccolti dai boschi e dagli alberi spontanei che spesso crescevano vicino a casa e accatastati nelle soffitte dei contadini come riserva per i duri mesi invernali.
Ventitré anni fa Casola Valsenio ha pensato di riscoprire questi “frutti dimenticati” e dedicare loro una festa che nel tempo è diventata sempre più importante e apprezzata per la cura e l’originalità.
Quest'anno l'appuntamento raddoppia con due fine settimana (11/12–18/19 ottobre 2014)  che abbracciano i frutti dimenticati e il "marrone di Casola Valsenio”.
Le Aziende agricole casolane espongono, in scenografiche bancarelle, i frutti autunnali raccolti da vecchie piante sopravvissute o da nuove piante collocate dopo la ripresa di interesse verso questi prodotti naturali.
 Per saperne di più scarica il pieghevole con il programma completo QUI

lunedì 1 settembre 2014

Dal 4 al 7 settembre si festeggia il 70° anniversario dei combattimenti di Monte Battaglia, domenica sarà presente il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti

CASOLA VALSENIO. Ricorre quest'anno il 70° anniversario dei sanguinosi combattimenti che nel 1944, durante il passaggio del fronte nella II Guerra Mondiale, sconvolsero il crinale tra Senio e Santerno, con epicentro Monte Battaglia e la sua rocca medievale. Gli scontri iniziarono il 27 settembre 1944, quando i partigiani della 36ma Brigata Garibaldi vi si appostarono insieme ai Blue Devils americani. Da quel momento i tedeschi tentarono di tutto per riconquistare la vetta. Sul monte, dal 29 settembre rimasero solo gli americani, rimpiazzati il 5 ottobre da reparti inglesi che vi rimasero, combattendo, fino all'11 ottobre.
Quel luogo di sangue e di dolore è oggi diventato oggi luogo di riconciliazione e di pace, di impegno contro la sopraffazione e la guerra. E l'incontro che vi si svolge ogni anno, nella prima domenica di settembre, è l'occasione per ribadire la volontà e l'impegno per la pace.
Il programma degli eventi commemorativi prevede per giovedì 4 settembre alle ore 20.30 nella sala Nolasco Biagi la presentazione del libro a fumetti "Monte Battaglia - una storia della Linea Gotica". L'opera di Paolini, Cortesi, Peddes narra dello sfondamento della Linea Gotica nel settembre 1944. Seguirà la proiezione del video su Aurelio Ricciardelli "Partigiano per sempre".
Venerdì 5 settembre alle ore 20.30 nella sala Azzurra del Municipio si terrà l'inaugurazione della mostra fotografica "La 'piccola Cassino' tra guerra e pace" realizzata dall'ANPI e dal Circolo Fotografico Casolano.
Sabato 6 settembre alle 18.00, nella Biblioteca comunale "Giuseppe Pittano" verrà presentato il libro "Monte Battaglia 1944 - Dal mito alla storia" di Valerio Calderoni.
Infine domenica 7 settembre alle ore 9.15 ci sarà il ritrovo presso il Municipio di Casola Valsenio con la posa di una corona d'alloro al monumento di Largo Giuseppe Nembrini e ai cippi di Sant'Apollinare e San Rufillo. Alle ore 10.30, a Monte Battaglia scoprimento della targa dedicata a Aurelio Ricciardelli 'custode' di Monte Battaglia. 
Di seguito proseguiranno le celebrazione del 70° anniversario dei combattimenti di Monte Battaglia alla presenza delle Autorità civili, militari e delle Associazioni combattentistiche e d'arma. Per l'occasione è previsto l'intervento del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti. Si continuerà con il pranzo organizzato dall'ANPI di Casola Valsenio e Castel del Rio e nel pomeriggio musiche e storie della Resistenza.
Riccardo Isola (Ufficio Stampa Comune Casola Valsenio)

mercoledì 28 maggio 2014

giovedì 22 maggio 2014

Per farlo conoscere...anche senza aperitivi !!!





“A Casola Valsenio c’è invece l’ex consigliere provinciale Oriano Casadio (già noto alle cronache giudiziarie per due procedimenti pendenti entrambi già a dibattimento, uno per appropriazione indebita aggravata e uno per false fatture)”  GPS

mercoledì 7 maggio 2014

Gommone padano

Questa l'avevamo persa. E’ una di quelle notizie che suscitano intenerimento fino a “sbragare” nella pietà.
Dopo la memorabile impresa dell’ “Ultimo Tanko a Casale” ritrovato dai Ros di Brescia che un gruppo di estremisti legaioli intendeva utilizzare per alcune azioni militari a San Marco, ci tocca segnalare le gesta gloriose del mitico “gommone padano”.
Nel polemica anti sbarchi immigrati si deve convincere la plebe legaiola che in fondo quella traversata non è poi così pericolosa e che è inutile che i clandestini facciano le vittime.
Così un commando di sette militanti legaioli, Diego e Giovanni Murtaro, Michele Brambilla, Gino Troisi, Giacomo Gremini, Fausto Sarti e Remo Girenni, senza pensarci due volte, sono partiti all’alba da Modena, la loro città, tutti a bordo di un’auto con un gommone al rimorchio, per arrivare a Melito di Porto Salvo, nell’estremo a Sud della Calabria.
Da qui si erano imbarcati tutti a bordo del “gommone padano” con tanto sventolio di bandiera della Lega Nord per dirigersi in Tunisia.
I sette, in prossimità di Malta, assistono sgomenti all’improvviso incendio del motore dell’imbarcazione. In seguito, nel tentativo di lanciare un razzo di segnalazione di emergenza sbagliano mira e bucano pure il gommone, mandando a bagno i militanti del partito verde. Poi fortunatamente riescono ad inviare un secondo razzo.
A ricevere il messaggio la Marina Militare di Malta, che con i mezzi di soccorso a disposizione ha trainato ciò che restava del mezzo in porto e fornito le prime cure ai poveri profughi padani.
Si è poi verificato un grave errore da parte delle autorità maltesi, i naufraghi padani sono stati trasferiti al centro d'accoglienza (CEI) Centro di identificazione ed espulsione invece che al centro trattamenti sanitari obbligatori (TSO).

Patetici. Vogliono fondare una nazione e non san far partire un trattore e manco guidare un gommone. GPS

mercoledì 23 aprile 2014

Partigiano per sempre - Aurelio Ricciardelli si racconta (Promo di due minuti)

Il documentario "Partigiano per sempre" sarà proiettato Giovedì, 24 Aprile alle 20:30 presso il cinema teatro Senio di Casola Valsenio. Aurelio Ricciardelli racconta la sua vita di uomo e partigiano: l'infanzia, la guerra, Monte Battaglia, la riconciliazione

martedì 22 aprile 2014

La lista "Centro-Sinistra Uniti per Casola" si presenta: 6 uomini e 4 donne. Età media 38 anni.


Da sinistra, Riccardo Albonetti (35 anni) Insegnante; Stefania Malavolti (49 anni) Coltivatrice diretta; Graziano Caroli (52 anni) Coltivatore diretto; Giulia Rivola (26 anni) Neolaureata in lingue; Maurizio Felice (46 anni) Operaio; Marina Bartoli (52 anni) Operatrice socio-sanitaria;Filippo Gentilini (32 anni) Agrotecnico; Daniela Rossi (43 anni) Ragioniere; Manuel Giorgi (24 anni) Studente Ingegneria meccanica; Unibosi Marco (24 anni) Studente Fisica della materia; il candidato Sindaco NICOLA ISEPPI (36 anni).

sabato 5 aprile 2014

Sensazionale a Casola Valsenio: scoperta la prima citazione della parola Sangiovese

Nella foto lo stralcio dell’ atto notarile datato 1672 che cita “tre filari di Sangiovese” nel podere Fontanella (Pagnano), in comune di  Casola Valsenio. Si tratta del primo documento conosciuto in cui si usa il termine “Sangiovese”
 


 Esclusiva per Fotostoria Casolana


Lunedì mattina 7 aprile Beppe Sangiorgi terrà al Vinitaly 2014 (Salone Internazionale del Vino e dei Distillati di Verona) – padiglione dell’Emilia Romagna - una conferenza sul Sangiovese partendo dal ritrovamento, ad opera di Lucio Donati di Solarolo di un atto notarile del 1672 che cita “tre filari di Sangiovese” nel podere Fontanella di Pagnano, in comune di Casola Valsenio, ma allora in comune di Brisighella. Normalmente in tale periodo nei documenti si citavano vigne e terre vitate, mai il nome dl vitigno. In questo caso però Maria Alpi, vedova di Francesco Santandrea, proprietaria ed abitante del podere Fontanella concede in affitto a don Donato Piancastelli, rettore della vicina parrocchiale di Pagnano, una vigna, riservandosi “tre filari di Sangiovese” posti verso la casa.
La scoperta è di notevole importanza per la storia della viticoltura romagnola e nazionale in quanto si tratta del primo documento conosciuto che cita il termine “Sangiovese” che oggi identifica il vino rappresentativo della produzione enologica romagnola e nazionale. In precedenza si trova solo una citazione attorno al 1600 in Toscana come Sangiogheto e di seguito, ma dopo il 1672, come Sangioeto, Sanzoveto e il più diffuso e radicato Sangioveto.

Un’importanza accresciuta dal fatto che viene citato il vitigno e non il vino, per cui si può desumere con certezza il luogo della coltivazione ed ipotizzare con fondamento una sua presenza antecedente, almeno nella zona, in quanto non impiantato da uno sperimentatore dell’epoca ma da un semplice proprietario agricolo a conferma che nella collina faentina il Sangiovese era coltivato già verso la metà del XVII secolo.
Questo apre nuovi scenari sulla storia della viticoltura in Romagna. La ricerca seguita al ritrovamento del rogito ha portato Sangiorgi ad ipotizzare che il vitigno Sangiovese sia sceso lungo le vallate del Lamone, Senio e Santerno dal crinale dell’Appennino tosco romagnolo dove molto probabilmente era coltivato dai monaci vallombrosani che in quella zona contavano ben quattro monasteri: Moscheta, Susinana, S. Reparata e Crespino.
Dall’area imolese a faentina si è diffuso in tutta la Romagna sempre con il nome Sangiovese e sanzves in dialetto, mentre in Toscana si è continuato a chiamarlo San Zoveto e soprattutto Sangioveto fino ai primi decenni del ‘900. Ciò lascerebbe intendere che il diffondersi e l’affermarsi del nome Sangiovese in molte regioni tra la fine dell’800 e la prima metà del ‘900 non sia solo una questione linguistica ma sottintenda più sostanzialmente l’utilizzazione dei vitigni del Sangiovese romagnolo, rustico e resistente, per il reimpianto dei vigneti dopo l’attacco della fillossera.

giovedì 24 ottobre 2013

A Casola 'Underground', incontro internazionale di speleologia



Dal 30 ottobre al 3 novembre un programma dedicato al mondo ipogeo


Discutere norme o vincoli di tutela, promuovere azioni di salvaguarda e divulgazione di conoscenza delle aree carsiche. Questi gli obiettivi di "Casola 2013 - Underground", l’incontro internazionale che riunisce centinaia di speleologi e che per la settima volta si svolgerà a Casola Valsenio, nel Parco della Vena del Gesso romagnola, importante area carsica dell'Appennino faentino, dal 30 ottobre al 3 novembre
Con il sottotitolo “C’è qualcosa che dovresti sapere...”, la manifestazione prevede un programma incontri, presentazioni, laboratori e momenti per le scuole per portare alla luce tutti i gioielli del mondo sotterraneo. Attesi lo scopritore della grotta Chauvet e gli addestratori degli astronauti dell’Esa. Da Houston si collegherà l’astronauta italiano Paolo Nespoli.
Organizzato dall’associazione Speleopolis, l’appuntamento vede la collaborazione del Comune di Casola Valsenio e dell' Unione dei Comuni della Romagna Faentina nell'ambito del progetto “Julius”. 
La manifestazione é rivolta sia agli speleologi che frequentano le cavità naturali e artificiali, sia a tutti quegli appassionati interessati alle tematiche relative a grotte e territori carsici, affascinati dal mondo ipogeo. 
Cinque giorni per radunare anche molti stakeholder dell’ambiente ipogeo e della montagna in generale, amministrazioni, enti e università.
In programma convegni, presentazioni di reportage, pubblicazioni e narrazioni, esposizione di esplorazioni, laboratori e didattica, mostre e visite guidate, dimostrazioni tecniche. 
Tra gli appuntamenti sono confermate le presentazioni del progetto Esa Caves, che ha visto per tre anni astronauti dell’Ente Spaziale Europeo coinvolto in addestramento in grotta; l’incontro con i “geografi del vuoto” che vedrà in sala l’alpinista Kurt Diemberger e la presentazione da parte della Federazione Speleologica Campana del XXII Congresso di Speleologia; l'incontro con Jean-Marie Chauvet, speleologo e fotografo francese che nel 1994 scoprì la grotta cui venne dato il suo nome e le i cui dipinti paleolitici sono tra i più antichi noti al mondo. (fonte Adnkronos) GPS
Per saperne di più qui (www.speleopolis.org)  

giovedì 3 ottobre 2013

Festa frutti dimenticati 2013

A Casola Valsenio, che si fregia del titolo di "Paese delle Erbe e dei Frutti Dimenticati", le antiche tradizioni contadine locali di coltivazione delle piante si esprimono anche nella salvaguardia di alberi da frutto di varietà ormai abbandonate o uscite di produzione, vive solo nei ricordi degli anziani. A questi frutti dimenticati la città dedica un doppio appuntamento autunnale con la Festa dei Frutti Dimenticati, in programma il 12-13 e poi il 19-20 ottobre.
Piante spontanee o coltivate negli orti e nei frutteti di casa per il consumo domestico fin dal tardo Medioevo, i frutti dimenticati sono perlopiù caratteristici della stagione autunnale e rappresentavano una preziosa scorta di cibo da conservare con cura per l'inverno. Salvati dall'estinzione e recuperati per la gioia di chi li ha conosciuti nel passato e di chi li vede per la prima volta, sono frutti profumati, dai colori caldi e dai nomi spesso originali: giuggiole, pere spadone, corniole, nespole, mele cotogne, corbezzoli, azzeruole, sorbe, pere volpine, uva spina, senza dimenticare noci, nocciole, melagrane, marroni.
La ripresa d'interesse verso i frutti di un tempo è rivolta anche al recupero di antichi metodi di conservazione, lavorazione e consumo alimentare. Per questo nel corso della Festa dei frutti dimenticati si svolge un concorso di marmellate e uno di dolci a base di marrone, mentre i ristoranti della zona propongono per tutto l'autunno la "Cucina ai frutti dimenticati". Si tratta di piatti che utilizzano i prodotti tradizionali del territorio sia secondo la consuetudine sia in modo moderno, proponendo una cucina gradevole, naturale e dal forte potere evocativo.
A Casola Valsenio i frutti dimenticati si sposano perfettamente con le piante aromatiche del locale Giardino Officinale, e danno vita a piatti straordinari come le insalate di sedano, ribes bianco e rosso in agrodolce, o di finocchio selvatico con tarassaco, cerfoglio e salsa di melograno, ottime se condite con l'olio extravergine Brisighello. Nei menù che si potranno assaggiare in questo periodo compaiono i risotti di pere volpine, l'arrosto di arista con castagne e lamponi o il rotolo di vitello al melograno, la crostata di marmellata di sorbe, le prugnole ripiene di noci e zabaione, il sorbetto alle corniole.
E ancora: la salsa di rovo e di gelso, le composte di corniole e di cotogne, la torta di mele selvatiche e i dessert con pere volpine, castagne, l'alkermes. Un gruppo di frutti dimenticati serve per preparare un antico piatto tipico, il "migliaccio", che richiede mele cotogne, pere volpine, mele gialle, cioccolato, pane, raffermo grattugiato, canditi, riso e, nella versione "antica", sangue di maiale in aggiunta.
Info: Pro Loco Casola Valsenio tel. 0546 73033 e www.terredifaenza.it

Scarica il programma della Festa dei Frutti dimenticati che si svolgerà nei due weekend. Sabato 12 e Domenica 13 ottobre – Sabato 19 e domenica 20 ottobre. Dal sito della Proloco di Casola Valsenio il Programma in pdf QUI
Sempre on line il regolamento scaricabile per partecipare alla "Festa dei frutti dimenticati" sempre dal sito della Proloco di Casola Valsenio

Per saperne di più è’ on line anche il sito della Festa dei Frutti dimenticatidi Casola Valsenio.
Qui si parla di azzeruole, noci, avellane, prugnoli, mele della rosa, corniole, melegrane, corbezzole, giuggiole, pere volpine, cotogni, marroni e nespole.
La loro storia e tradizione, il recupero culturale e materiale, le proprietà e l’uso nella gastronomia e oltre 50 ricette dei ristoranti del territorio.
Poi gallerie di immagini dei frutti esposti e delle bancarelle nelle varie edizioni e naturalmente non mancano i video.

mercoledì 21 agosto 2013

Domenica 1 settembre: Monte Battaglia Luogo di storia e di pace



Programma:
ore 09.00 posa di una corona di alloro ai cippi di S. Apollinare e S. Rufillo
ore 09.30 ritrovo a Monte Battaglia
  ricostruzione storica dal vivo di un avamposto americano in cobelligeranza con i partigiani.
  set fotografico allestito dall'Associazione foto-culturale Giovanni Magnani di Borgo Tossignano
ore 10.30 illustrazione del percorso storico-didattico e del materiale informativo realizzato dall'ANPI di Casola valsenio.
  scoprimento dei nuovi pannelli storici e presentazione della brochure informativa su Monte Battaglia
ore 11.00 cerimonia commemorativa con l'intervento con l'intervento di Massimo Mezzetti
  Assessore alla cultura e allo sport della regione Emilia Romagna
ore 12.00 pranzo allo stand gastronomico organizzato sul posto
ore 15.00 musiche e canti popolari con il gruppo "Briacabanda"
dalle ore 16.00 pizza fritta, canti e musiche popolari 

lunedì 22 aprile 2013

Giovedì 25 aprile e sabato 27 aprile torna la Festa di Primavera a Casola Valsenio

Sboccia l'allegoria a Casola Valsenio. Per il 115° anno ritornano infatti a sfilare i carri allegorici di festa e di pensiero. L’appuntamento è per giovedì 25 aprile per le vie e le piazze del centro storico del paese, con il momento clou della sfilata rappresentata dai “Carri allegorici” nel pomeriggio.
Sabato 27 aprile, invece, come novità apprezzata e inserita in questi ultimi anni, si svolgerà la suggestiva e coinvolgente Notte di Primavera. Una sfilata in notturna degli stessi carri che per l’occasione si arricchiranno di giochi di luce e musiche legate ai temi e alle allegorie rappresentate dai carri.
Questo il programma della Festa del 25 aprile:
Dalle 10.00 per le vie del centro storico prenderà il via il mercato di primavera, con bancarelle e varietà di prodotti mentre nella piazzetta della Biblioteca luna park e area giochi. Dalle 11.30: in Piazza Sasdelli ci sarà invece l'apertura stand gastronomico a cura della Pro loco.
Il pomeriggio si apre alle 14.30 con i concerti in sfuilata delle bande “G. Venturi” di Casola Valsenio e “Banda giovanile” città di Budrio a cui farà seguito in via Roma la sfilata della Segavecchia accompagnata dai bambini della scuola materna “S.Dorotea”, centro per l’infanzia “Lo Scoiattolo” e Corpo Bandistico “G. Venturi” di Casola Valsenio. Alle 15.30 sarà di scena l'allegoria con la sfilata dei carri di gesso.
Il pomeriggio si chiuderà con il concerto delle Bande musicali e alle 20.30 per il rogo della Segavecchia accompagnata dagli artisti “Stonature” di Katia Rindone e Viviana Pirazzini. Dalle 13.00 nella sala Nolasco Biagi (Biblioteca Comunale) verrà aperta la mostra “Mezzaquaresima” Storia dei carri di festa e di pensiero, curata dal Circolo Fotografico Casolano e dai Creativi Sopra la Media. L'ingresso alla festa è di € 2,00 e sotto i 10 anni gratuito

La Notte di primavera del 27 aprile
La parentesi notturna della festa di primavera di Casola Valsenio si aprirà alle 16.00 il mercato di primavera, con bancarelle e varietà di prodotti, luna park e divertimenti per bambini.
Come sempre verrà aperto anche lo stand gastronomico mentre nel parco Cavina si potrà partecipare al laboratorio con legno e materiali di recupero a cura di Sergio Spada.
Alle 21.30, in via Roma, prenderà il via la sfilata notturna dei carri allegorici con musiche e luci installate su ogni carro che renderanno più suggestiva e particolare la sfilata. Alle 23.00: in Piazza Oriani si terrà la premiazione dei carri a cui farà seguito una festa fino a tarda notte. L'ingresso alla serata è di 3,00 euro e sotto i 10 anni gratuito.
In caso di pioggia il 25 aprile la festa sarà rinviata a domenica 28 aprile e nel pomeriggio del 30 aprile (Riccardo Isola Ufficio Stampa Comune Casola Valsenio)
Per saperne di più e scaricare il programma della festa dal Sito Proloco Casola Valsenio
Infine per comprendere i “Carri di gesso e di pensiero di Casola” è utile vedere questo Video da Antenna 306 QUI GPS

giovedì 18 aprile 2013

Marini chi?

Fumata nera dunque per Franco Marini presidente della Repubblica. 
Alla prima conta si ferma a 521 voti invece dei 672 richiesti per raggiungere la maggioranza dei 2/3 dei 1007 grandi elettori. 
Il Partito Democratico ha dato indicazione ai suoi di votare scheda bianca non solo alla seconda, ma anche alla terza votazione, in attesa di mettere una pezza alla megagalattica cagata. Lo riferisce l'agenzia Agi citando fonti parlamentari.GPS